AC Bellinzona

La parola al Presidente

04 agosto 2016

A Cura di Corrado Barenco   Paolo Righetti, tre mesi senza calcio giocato con però una promozione alle spalle. Come si vive unperiodo così? Qualsiasi campionato ti chiede l'investimento di numerose energie e la pausa si utilizza per riposare erecuperare. Ma gran parte del lavoro dei dirigenti di una squadra di calcio inizia quando finisce il calciogiocato per preparare il futuro nel migliore dei modi.   Come giudichi quindi il lavoro fatto e la nuova squadra che affronterà un campionato di Prima Legapiuttosto impegnativo? Credo che siamo pronti. Abbiamo inserito nell'organico giovani giocatori del vivaio e proceduto a pochiacquisti mirati. La squadra dello scorso anno ci da delle garanzie e l'ossatura resta la stessa. L'obiettivo èquello di dare continuità a qualcosa che finora è funzionato bene. Inutile e pericoloso sarebbe statostravolgere un gruppo sempre più affiatato e già di buon livello tecnico.Sul lato partenze bisogna dire che il campionato di Prima Lega rappresenta un onere maggiore per igiocatori e alcuni di loro hanno fatto altre scelte. Sono comunque tutti partiti con il massimo della stimareciproca, a loro un grande ringraziamento per quanto fatto per l'ACB e un in bocca al lupo per il lorofuturo.   Quali sono gli obiettivi della stagione che inizia domenica? Non è facile fare previsioni in quanto trattasi di un campionato che non conosciamo con l'incognita dellesquadre Under 21 che spesso e volentieri attingono al parco giocatori delle rispettive prime squadreprofessionistiche. Le compagini più insidiose secondo me saranno il GC U21 che ha disputato le finali lascorsa stagione, il FC Mendrisio che da anni naviga in zone di alta classifica e conosce bene il campionato epoi c'è il FC Gossau con diversi ex giocatori di Swiss Football League. Il calendario non è dei migliori inquanto nelle prime 3 giornate incontreremo proprio queste tre compagini, sarà pertanto un mese di agostoparticolarmente impegnativo e dal quale potremmo trarre importanti indicazioni. Vogliamo quindiprendere partita per partita, sarebbe molto interessare essere nelle prime 3-4 posizioni al termine delgirone di andata per poter provare in seguito a puntare alle finali per la promozione. Non saràassolutamente facile ma è doveroso crederci e provarci.E' certo che questo creerebbe grande entusiasmo a tutti i livelli in una piazza calda come la nostra.   E poi c'è anche la coppa svizzera... Per noi la coppa è molto importante perch ci permette di respirare per un attimo l'ambiente che ci hacaratterizzato prima del fallimento. Le emozioni vissute lo scorso anno con il Lugano sono indimenticabili erappresentano un'iniezione di adrenalina ai giocatori, allo staff e a tutto l'ambiente.   Come sta andando la campagna abbonamenti? Anche quest'anno i tifosi hanno risposto con entusiasmo. Abbiamo bisogno di loro e invito chi non l'haancora fatto a sotto scrivere un abbonamento perch si tratta di un sostegno economico importante e diuno stimolo per affrontare il futuro.   Cambierà qualcosa nella società? Nei primi anni della nostra rinascita abbiamo investito molto sulla parte tecnica con l'obiettivo di arrivare ilprima possibile in prima lega. Ora, se vogliamo crescere ancora dovremo potenziarci dal punto di vistaorganizzativo e amministrativo. E' il momento di iniziare un vero processo di professionalizzazione ma perquesto è evidente che servono maggiori entrare. Per questo motivo siamo costantemente alla ricerca dinuovi partner/sponsor che ci aiutino in questo tipo di esercizio. Finora tutto è stato basato sul volontariato,lavorano tutti praticamente gratis dietro le quinte ma qualcosa dovrà cambiare, ne beneficeranno tutti isettori della società. Oltre ai volontari, che non finirò mai di ringraziare per il cuore che stanno mettendo inquesta avventura, un grazie va sicuramente a tutti gli sponsor che ci hanno aiutati in questi due anni e cisono sempre vicini.   Come vedi il futuro dell'ACB? Forse sarò un sognatore ma ho sempre pensato che i sogni aiutino a crescere e vivere meglio per cui iosogno, in un futuro non troppo lontano, un ACB che torni almeno in Challenge League con una squadraformata soprattutto da giovani ticinesi affiancati da un qualche straniero di quelli che infiammano i nostrisplendidi tifosi. Quindi una società sana, dei dirigenti locali, con i piedi sempre ben piantati per terra,possibilmente senza un unico magnate che accentri tutto su di lui ma con più persone, ognuno con lapropria competenza e disponibilità, con un unico denominatore comune il bene dell'AC Bellinzona !    

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