AC Bellinzona

#ACBEFORE: ANDRE SCHÄR

02 giugno 2020

Ecco un'intervista ad una vera bandiera Granata: Andre Schär, prima giocatore ACB ed ora direttore tecnico del club della Turrita. Schär ha giocato tra le file del Bellinzona tra il 1980 ed il 1992. Finito il calcio giocato non si è fermato, con la solita passione per il calcio, diventando un pluriennale collaboratore della società Granata. Desideriamo ripercorrere la sua carriera dentro e fuori dal campo, sapere quali sono state le motivazioni a restare così tanto in Granata e quali sono i suoi più grandi ricordi sotto le vesti dell'ACB.


Ecco le nostre domande:


Con la maglia Granata hai giocato ben 179 partite suddivise in più di 10 stagioni. Praticamente un'intera carriera passata nella rosa dell'ACB. Cosa significano per te?

Significa tutto quando inizi a giocare a 9/10 anni e poi riesci ad arrivare in 1a squadra e ti togli diverse soddisfazioni beh si può solo essere orgogliosi di appartenere alla famiglia Granata.

 

Hai giocato con molti campioni, giovani promesse e giocatori selezionati in nazionale. Ricordi qualche collega che ti ha particolarmente segnato per le sue doti calcistiche?

Come si fa a non ricordare Mario Sergio un vero fenomeno che faceva quello che voleva con il pallone. Anche Hannes, ex nazionale tedesco, per il suo carisma e la sua maestria nel dirigere la squadra. Come giovani promesse come non ricordare Kubi un vero "cavallo pazzo" che ho dovuto sopportare in camera durante le trasferte.

 

Delle 179 presenze ci sono state sicuramente molte partite memorabili. Ne ricordi qualcuna in particolare? Invece da collaboratore?

Come giocatore lo spareggio alla penultima giornata contro il Lugano al Comunale per la promozione in serie A della stagione "˜85/'86. Come collaboratore non mi dimenticherò mai il periodo dove il Belli era allenato da Petkovic con i due spareggi per la promozione in A e la finale di Coppa Svizzera.

 

Finita la carriera sei rimasto a Bellinzona e hai collaborato con l'ACB. Sapresti spiegarci cosa ti ha portato a rimanere nel mondo del calcio?

A dire il vero e forse non dovrei dirlo dal 1992 al 1997 ca. ho avuto una specie di rigetto per il calcio ed ho assistito a pochissime partite. Poi come avevo sempre detto, non avrei mai fatto l'allenatore, ma il dirigente. Ecco infatti che con sorpresa mi hanno cercato e sotto i colpi di Manuel Rivera, del "Nando" Costagliola e di Bignotti ho ceduto. A dire il vero non hanno insistito più di tanto, cosa c'é di meglio che entrare nello staff della tua squadra del cuore.

 

Hai giocato anche nel famoso Bellinzona dell'85/86/87, di Paulo Cesar, Mario Sergio, Fargeon e molti altri. Le partite casalinghe erano seguite da addirittura 15/16'000 spettatori. Hai dei ricordi particolari di quel periodo d'oro?

A pensarci mi viene ancora la pelle d'oca. Ma vi rendete conto il Comunale con tutti quei tifosi !? per noi giocatori era il massimo. Entravi in campo e tutto veniva facile quasi senza fatica, eravamo su una nuvola.

 

Il pubblico Granata è sempre stato vicino alla squadra, sei stato giocatore ed ora segui il calcio giocato dalla panchina. Quanto è importante il pubblico? Cosa sente il giocatore in campo?

Il pubblico é importante perché con il tifo ti porta a dare qualcosa di più. Non so se tutti i giocatori la vivono allo stesso modo, ma io per esempio mi trasformavo e vivevo come in una bolla.

 

Da molti anni sei un collaboratore dell'ACB. Ci puoi spiegare da quanto tempo sei parte dell'organico organizzativo Granata e qual è il tuo ruolo?

Gli anni passano in fretta che non so neppure quanti ne ho passati come collaboratore. Comunque il primo periodo con Petkovic e Schellibaum ero Team manager. Ora sono responsabile dell'area tecnica e mi occupo delle problematiche che possono sorgere, e quindi di risolverle, per permettere alla squadra di lavorare nel migliore dei modi.

Altro compito: organizzare le trasferte, non sempre facile, a dipendenza degli allenatori ed allestire i relativi documenti per la partita.

 

Recentemente abbiamo rivisto le immagini della finale persa contro il Basilea nel 2008, ma anche quelle dello spareggio contro il San Gallo che ha permesso la promozione in Super League. Ti abbiamo intravisto in panchina a motivare i nostri beniamini. Quale era la vera forza del Bellinzona? Fortuna, forza della rosa o "Vlado" come tecnico?

Grande squadra e un gruppo formidabile che non si é mai disunito quando si sono presentate delle difficoltà. Grande merito anche a "Vlado" che ha saputo tenere a bada il gruppo e motivarlo a dovere. Ho rivisto lo spareggio contro il S.Gallo e devo dire che é scesa qualche lacrimuccia.

 

Vorresti dire qualcosa ai nostri tifosi Granata?

Tenete duro perché in Ticino non ci sono tifosi che meritano più di quelli GRANATA palcoscenici importanti come la serie A e B.

FORZA GRANATA!

"Andy" Schär - Direttore Tecnico ACB



#ACBefore : la nostra storia!

Intervista a cura di Timothy Fargeon

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